4. Prima di tutto: prendere coscienza


cappuccino e dieta

Come dicevo, la prima settimana ho semplicemente preso nota di tutto quello che mangiavo e relative calore, pesando tutti gli alimenti, senza pormi dei veri limiti, ma certo (anche inconsciamente) cercando di non esagerare.

Ho quindi capito che:

  1. Assumevo più calorie di quante ne consumassi (non facendo attività sportiva), anche se mi sembrava di mangiare “poco”.

  2. Alcuni cibi insospettabili erano davvero molto calorici rispetto al senso di sazietà che fornivano.

Uno dei problemi principali di quando ci si mette a dieta è combattere la fame, quel senso di vuoto allo stomaco che ti fa saccheggiare il frigo.

Se si riducono drasticamente le calorie assunte normalmente, la dieta sarà più difficile; a me il senso di fame fa venire mal di testa, e finisce col rendermi nervosa. Insomma, non sono cose che facilitano la dieta.

frutta e verdura sono ricche di fibre

Quindi, ho deciso di arrivare pian piano al tetto calorico che avevo individuato per perdere peso.

Ogni giorno, cercavo di ridurre un po’ le calorie rispetto al giorno prima, senza farne una ragione di vita, senza stare male, ma magari preferendo alimenti a basso contenuto calorico ma ricchi di fibre (per esempio: verdura cruda come finocchi e sedano, frutta non troppo zuccherina).

Bere tanta acqua, sia durante i pasti, che fra un pasto e l’altro, poi, aiuta a dare un senso di sazietà, e fa anche tanto bene all’organismo!

Alla fine della seconda settimana ero pronta per iniziare la dieta vera e propria.

[foto: Pixabay]

Il blog della dieta di Elena Gattini