
Un problema con cui mi ero scontrata nelle mie precedenti diete è il fatto di dover seguire rigorosamente un menu fisso, sempre. E quindi dover rinunciare a una serata in pizzeria con gli amici.
E come fare con i pranzi domenicali in famiglia, le feste dei nipotini? Fingersi inappetenti davanti a un bel piatto di lasagne? Che tristezza.
Sapevo che una dieta che mi avrebbe costretto a continue rinunce mi avrebbe messo di malumore, depresso, innervosito. E io volevo fare una dieta per stare bene, non per stare male.
Non volevo rinunciare per mesi alla vita sociale e familiare.
Inoltre, quando ci si mette a dieta, si perde peso velocemente all’inizio, ma poi sempre più lentamente, e alla fine - per quanto si riducano le calorie giornaliere - la bilancia resta inchiodata!
Cosa succede? Il nostro organismo si adatta alle minori calorie assunte e – pensando che ci sia una “carestia” – inizia a risparmiare energia, riducendo l’attività metabolica, ed aumentando la capacità di assorbire i nutrienti contenuti negli alimenti.

Il rischio da evitare assolutamente, secondo me, era rallentare ulteriormente il metabolismo, che in una cinquantenne sedentaria già non è di sua natura esattamente una scheggia!
Allora, mi sono inventata la regola del giorno libero.
Un giorno a settimana, per esempio la domenica, mi concedo di sforare il tetto calorico mangiando le lasagne della mamma, oppure la cena a casa di amici. Senza esagerare, ovvio.
E continuando a tenere il diario alimentare (anche se, ovviamente, quando non è possibile pesare gli alimenti perché sono fuori casa, vado ad occhio).
Il lunedì mattina la bilancia torna a salire, vero, ma ricomincio senza sgarri sino alla domenica successiva, e alla fine, poco per volta, i risultati si sono visti: perdevo la ciccia, ma non il buonumore, e nemmeno gli amici!
Ho notato che gli etti accumulati la domenica li perdo più in fretta se i giorni successivi (lunedì e martedì) preferisco alimenti ricchi di proteine e limito i carboidrati (almeno, sul mio organismo funziona così).
[foto: Pixabay]